Amatrice: in viaggio per la ricostruzione

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Amatrice: in viaggio per la ricostruzione

Emozioni, scoperte e voglia di ricostruzione. AICEM, in viaggio tra le macerie di Amatrice: una raccolta fondi che sa di futuro.

Lo scorso 13 maggio Aicem ha affrontato un viaggio importante, dopo l’impegno nella raccolta fondi per aiutare i paesi dell’alto Lazio colpiti dal terremoto. Nella mattinata di un sabato soleggiato siamo infatti partiti, accompagnati dalla Croce Rossa del Lazio, con direzione Amatrice. Arrivati sul posto abbiamo fatto un po’ di difficoltà ad arrivare nel cuore della piccola cittadina: molte strade, per questione di sicurezza, risultano ancora chiuse tanto che i militari presenti lungo la strada consigliano di passare per stradine secondarie.

…Direzione Amatrice

Una volta superato il “problema strada” e giunti nel paese famoso per una delle ricette culinarie più conosciute anche al di fuori dei confini regionali, ci è sembrato di assistere ad un film. Lo scenario che abbiamo visto ci ha colpito al cuore: un cumulo di macerie raccolte lungo la strada, ecco tutto quel che abbiamo potuto cogliere di quella che una volta era Amatrice. Il tempo in quel luogo sembra davvero essersi fermato a quel 28 agosto 2016; e a ricordare quella tragica data era l’insegna luminosa con su scritto “Benvenuti ad Amatrice”.

Intorno a questo palcoscenico surreale ruotano però anche le scene di vita tipiche di chi prova a riprendere la quotidianità nella sua normalità: persone che vanno in una chiesina lì vicino per la festa della madonna di Fatima, la signora del bar intenta, col suo sorriso, a servirci il caffè richiesto. Tutto ha una strana aria e l’atmosfera è quella di una città fantasma e insieme di una città che invece ce la sta mettendo davvero tutta per riprendere la sua routine, seppur consapevole che la strada è ancora lunga.

Viaggio tra le macerie

Ci avviciniamo così alla gente del posto, che ha voglia di parlarci e di raccontarci cosa ha vissuto quella sera – come se raccontarcelo significasse ancora una volta raccontarselo e cercare di accettare in qualche modo quel lutto. Racconti che, a sentirli, anche con il livello di empatia impostato al minimo, fanno rabbrividire chiunque. Un signore di circa 60 anni ci racconta di come ha cominciato a scavare a mani nude tra le macerie per cercare di estrarre persone che ancora ansimavano e di come in seguito ha racchiuso tra i teli i corpi di quelle che non ce l’hanno fatta.

Le emozioni sono forti, anche quando i vigili del fuoco del posto e la Croce Rossa Italiana ci accompagnano in quella che viene chiamata la “zona rossa”, muniti di casco e scortati da un membro dei vigili del fuoco. Insieme a noi ci sono anche gli operatori e il Presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale del Lazio, Adriano De Nardis e F., una volontaria della Croce Rossa che abitava in quei luoghi. Appena entrati in questa zona il silenzio è così denso che, camminando, anche se con cautela e grande rispetto per qualunque cosa si incontri, l’unico rumore percepibile è quello dei propri passi.

F. ci accompagna, fa un grosso sospiro e mi elenca per ogni angolo tutti i negozi e gli edifici che c’erano prima che si trasformassero in macerie. Mentre parla le trema la voce e ogni tanto si ferma, il tempo di tirare un sospiro e ricominciare, fin quando ci confessa: “scusate ma se non parlo mi fermo e inizio a piangere. Non torno qui dalla sera del terremoto e rivedere queste macerie al posto della mia città è un dolore molto forte”.

Un evento per ripartire

Usciamo scossi dalla “zona rossa” per tornare in piazza, dove ci aspetta un bellissimo evento, segno di speranza e forza di ricominciare. La Croce Rossa di Roma, con la Presidente Debora Diodati, i volontari, gli operatori e il Presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale del Lazio, Adriano De Nardis e il Segretario Nicola Scarfò, hanno infatti consegnato quella mattina all’Unità Territoriale CRI di Amatrice, nelle mani di Giuseppe Pignoli, un mezzo adibito al trasporto delle persone disabili. Il veicolo è stato donato dalla ConTe.it, marchio italiano di Admiral Group, rappresentato da Costantino Moretti (CEO) e dal team di ConTeCharity.

All’evento è intervenuta anche la Vice Sindaco di Amatrice Patrizia Catenacci. La Croce Rossa ad Amatrice ha, da oggi, uno strumento in più per le popolazioni colpite dal sisma. In mezzo a questo oceano di dolore, di emergenze riuscite e di mille cose da fare od ancora incompiute, rimane comunque la voglia, forte, di tornare a vivere. Si pensa, con caparbia tenacia, che un futuro sia ancora possibile.

L’impegno di Aicem: piccoli gesti per ripartire

La raccolta fondi di Aicem è nata negli scorsi mesi proprio con questo spirito. Oggi che abbiamo visto la situazione, compreso meglio e visto coi nostri occhi le difficoltà della ricostruzione siamo ancora più convinti che il nostro contributo, seppure molto piccolo, sia un tassello importante perché il futuro di Amatrice sia un po’ meno duro.

Tornati a Roma, ci stiamo confrontando con il gruppo della Croce Rossa – Comitato del Lazio (nostro partner in questo progetto) per procedere all’acquisto di beni utili sul territorio con i fondi raccolti. Un gesto, il nostro, che porta il sapore di ricostruzione; una ricostruzione però fatta di relazioni, di servizi, di opportunità di ricucire un quotidiano anche al di fuori di una casa e di una città ancora ferma. Perchè prima di tutto vengono le persone e la loro possibilità di riprendere a vivere e a sperare, poi vengono le case. Aicem non si tira indietro, continua a credere che i gesti non siano mai piccoli se compiuti col cuore.

Ringraziamo quindi tutte le persone che hanno messo un po’ di cuore e fiducia in questa raccolta fondi. Nei prossimi giorni provvederemo a finalizzare il progetto e a consegnare gli strumenti che l’unità di CRI presente ad Amatrice necessità per offrire agli abitanti un pò di normalità, nel frattempo… restate sintonizzati!

a cura della Dott.ssa Debora Fontana

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