Nazionali: le realtà oltre quelle “ufficiali”

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Nazionali: le realtà oltre quelle

Dai club alle Nazionali. Mentre partono le qualificazioni per Euro 2020 su Openmag vi parliamo delle “altre” nazionali, quelle non ufficiali.

Mentre tutti i maggiori campionati sostano per la pausa nazionali, i calciatori passano dall’impegno per il club, a quello per il proprio paese. Sono infatti partite le qualificazioni per Euro 2020, che tutte le squadre dovranno affrontare, in quanto il prossimo europeo non avrà una sede fissa. La nostra nazionale comincia il suo cammino da Udine, dove incontra la Finlandia. Ma, nel frattempo, oltre alle convocazioni per le nazionali “ufficiali”, vengono diramate anche quelle di altre nazionali.

Nazionali “italiane”

Stiamo parlando delle famose nazionali non riconosciute, le selezioni che rappresentano un paese che però sulla carta geografica non esiste. Ciò non vuol dire che le popolazioni non si sentano in qualche modo una “entità nazionale”. In Italia conosciamo questo sotto-movimento principalmente per la nazionale della Padania, realtà esistente da molti anni ormai. Forse siamo più abituati a parlarne come “la squadra della Lega”, ma comunque è una realtà esistente, in cui giocano calciatori del nord Italia, professionisti e non.

Solitamente si scherza attorno a queste cose, ma è bene sapere che chi ne fa parte, prende la cosa molto sul serio. La Padania infatti non è l’unica nazionale non riconosciuta su suolo italiano. Da un po’ di tempo ormai, la voce che anche la Sardegna potesse usufruire di una sua formazione stava prendendo piede. E così è stato. Quando sono state diramate le convocazioni per la Natzionale (così chiamata in sardo), ci si aspettavano anche nomi importanti, tra cui quelli di Sirigu e Barella. I due però hanno già sposato la causa italiana, dunque sarebbe stato difficile vederli in maglia sarda. Ci sono comunque altri nomi importanti, come quello di Robert Acquafresca, vecchia conoscenza del Cagliari e della Serie A, ora in forza al Sion. Anche Marco Sau, selezionato dal tecnico Mereu (tra l’altro responsabile dell’Academy del Cagliari), manda gli auguri ai compagni, pur non essendo presente.

Il debutto per la nazionale sarda è record: 7-1 contro la formazione degli Istrangios, stranieri che da anni giocano in terra sarda. E questo era solo il riscaldamento! C’è infatti molta attesa per il derby contro i cugini della Corsica, che si preannuncia molto acceso!

Nazionale catalana o Cantera del Barcellona?

Ma anche fuori dall’Italia, abbiamo esempi di nazionali non riconosciute che fanno abbastanza discutere. Inutile dirlo.. Il caso più eclatante è quello della Catalogna. Questa selezione esiste da moltissimo tempo e può anche fregiarsi di poter convocare Leo Messi fra i suoi giocatori, sempre che questo accetti. Infatti, molti calciatori e anche molti club, si sono rifiutati di accordare il permesso per fargli prendere parte al ritiro. La questione catalana è infatti molto delicata, ora più che mai. Il CT Gerard Lopez si dice sereno e in ogni caso, anche se alcuni non si sono presentati (tra cui spicca il nome di Deulofeu), lui ha parlato con ogni singolo giocatore e ne rispetta le scelte. Fra le “grandi firme” ci sono: Marc Bartra, Xavi Hernandez e anche una vecchia conoscenza della Roma, Bojan Krkic.

Ma sicuramente, il nome che desta più scalpore è quello di Gerard Piquè. Della sua situazione avevamo già parlato. Lui che ha giocato per la Spagna per semplice prestigio, lui che arriva ad accusare il primo ministro Rajoy di franchismo, lui che è uno strenuo difensore della causa catalana. Dopo tutti gli insulti e i fischi che ha subito, decide di lasciare la nazionale spagnola e di giocare per quello che considera a tutti gli effetti il suo paese.

Cenni storici

Ricordiamo che tutte queste entità non sono politicamente o calcisticamente riconosciute, ovvero non possono prendere parte ai tornei FIFA e non sono nemmeno stati nazionali a tutti gli effetti. Certo, storicamente parlando, la Catalogna è quella che ha una pretesa più forte, in quanto esisteva un regno di Catalogna, poi inglobato in quello spagnolo. Ad oggi la Catalogna esiste ancora come provincia autonoma della Spagna. La storia recente ci racconta che i moti indipendentisti in quella regione sono ancora molto forti e il fatto di avere una nazionale di calcio separata da quella spagnola non può che darcene conferma.

Per le due italiane che dire? Che parlando con un sardo, questo ti dirà: “Noi siamo una nazione a parte” facendo probabilmente valere la forza dell’esser stata riconosciuta regione autonoma, stando all’ordinamento politico del nostro paese. E anche qui, come nel caso catalano, è esistito un Regno di Sardegna, poi divenuto Regno di Savoia e infine Regno d’Italia. E allora, ancora, la Padania? Guardando alla storia va detto che questa non ci consegna nessuna entità nazionale padana, il sentimento nasce quindi in tempi recenti.

Calcio e sentimenti

Se c’è una cosa però che possiamo imparare da queste “nazionali”, è proprio l’orgoglio. Chi fa parte di queste piccole comunità infatti è sempre orgoglioso di poterle rappresentare, in un modo o nell’altro. Non possiamo dire sia lo stesso ai livelli alti, in cui ormai il prestigio e il business sembrano aver preso il sopravvento anche sul far parte di una nazionale o meno. (Chiedere a Piquè per conferma).

Dunque in questa pausa, teniamo d’occhio anche queste nazionali, potrebbero regalarci sorprese ed emozioni! Ricordiamo inoltre che, dal 1 al 9 giugno, queste selezioni prenderanno parte all’Europeo CONIFA e la Sardegna e la Padania sono nello stesso girone. Chi la spunterà?

Nazionali: le realtà oltre quelle "ufficiali"

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