Rinvii e sospensioni: lo sport ai tempi del coronavirus

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rinvii e sospensioni: Lo sport ai tempi del coronavirus

Lo sport italiano, e mondiale, minacciati da un nemico che nemmeno sapevano di avere: il coronavirus. Dopo l’emergenza in Cina, ecco le conseguenze del virus in terra italiana.

Nuovo anno, cattive notizie

La notizia del nuovo coronavirus esplode con il nuovo anno. È un nuovo tipo di virus, parente stretto della SARS, che viene individuato in Cina subito dopo Capodanno. O meglio, dopo Capodanno la notizia esplode in tutto il mondo: i primi casi accertati in Cina sono probabilmente della fine di dicembre. E così, una delle più grandi economie del mondo viene messa in ginocchio. L’epicentro è la città di Wuhan, ma presto l’epidemia si diffonde in tutta la Cina, bloccandola. Il tutto coincide anche con le celebrazioni del Capodanno cinese, periodo in cui i vari cinesi ritornano in patria da ogni parte del mondo per festeggiare. Molti sono costretti a rimanere lì, visto il blocco attuato da molti paesi e dal governo stesso. Alcuni rientrano e si mettono in quarantena volontaria nei luoghi in cui risiedono.

F1 a rischio?

I primi eventi sportivi a risentirne sono proprio quelli della Repubblica Popolare Cinese. Tutti i campionati dei vari sport vengono sospesi. La tappa della Formula E di Pechino viene cancellata e pare che anche alla Formula 1 programmata per aprile debba toccare la stessa sorte. Gli organizzatori però, riescono a strappare alla FIA un rinvio, che però sa tanto di “rattoppamento” fatto male. L’edizione di F1 di quest’anno infatti, sarà la più lunga di sempre, con ben 22 GP. Sarà difficile trovare uno spiraglio per quello cinese, anche se per ora le cose rimangono in standby e non si parla di cancellazione.

Coronavirus Italia

Il virus sembra essere circoscritto all’Asia e ci sono pochi casi sparsi per il mondo, tutti cittadini cinesi. Il blocco fa sembrare tutti più tranquilli, ma il virus si ripresenta, stavolta in Europa, precisamente in Italia.

Il focolaio pare essere partito dal Basso Lodigiano, dove il virus si propaga in tempi brevissimi. Si passa da pochi casi ad una quarantina in due giorni. E così, il governo italiano corre ai ripari, circoscrivendo un’area di dieci comuni e vietando l’entrata e l’uscita. Milano, il grande centro più vicino, chiude tutto: dai musei alle scuole e sospende anche gli eventi sportivi. Se per il weekend passato le partite vengono rinviate, con un grande rischio per il calendario, per questo si decide di giocarle a porte chiuse, non solo in Lombardia, ma in buona parte del Nord Italia.

Caso Juventus-Inter: dalle porte chiuse al rinvio

C’è però un caso, che è quello di Juventus-Inter. Il derby d’Italia rischia all’inizio di essere giocato senza tifosi, in una cornice davvero triste. “Rischia”, perché l’ordinanza del governo copre fino all’uno marzo, oltre quella data il regime di quarantena non dovrebbe più sussistere. Pare infatti che a Torino, essendoci pochi casi, verrà chiesto di revocare l’ordinanza anticipatamente o al massimo, di giocare la partita lunedì sera col pubblico. Queste le notizie fino a poche ore fa. A poche ore dall’inizio della giornata di campionato, arriva infatti repentina la notizia del rinvio di questa e altre 4 partite (Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia e Udinese-Fiorentina): data già fissata al 13 maggio. La finale di Coppa Italia è stata invece posticipata a mercoledì 20 maggio.

Nel frattempo, l’Inter è già stata costretta alle porte chiuse giovedì sera con i bulgari del Ludogorets per l’Europa League. Inutile dire che le immagini dell’arrivo dei bulgari a Milano faranno storia: tutti con la mascherina e anche l’infettivologo al seguito.

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Navigando a vista

Ma gli eventi minacciati da questo nemico invisibile sono anche altri, più o meno lontani. Primo fra tutti, Euro 2020, che si gioca anche in Italia, a Roma. L’Europeo partirà il 12 giugno, salvo sorprese. Ma l’evento sportivo probabilmente più a rischio, è l’Olimpiade di Tokyo, che si svolgerà ad agosto. Chiaramente tutte le federazioni coinvolte stanno monitorando la situazione, che però è in continua evoluzione.

Speriamo solo che lo sport, come la vita, riprenda tranquillamente nelle varie parti d’Italia colpite dal coronavirus e anche nel resto del mondo. Ci sentiamo solo di dire di non far riferimento a notizie dai toni esasperati, che fanno sembrare la situazione peggiore di quella che è. L’importante, anche se difficile, è non farsi prendere dal panico. L’Italia supererà anche questa e prima di quanto immaginiamo, saremo di nuovo davanti alla tivù a godere del nostro sport, incorniciato da un meraviglioso pubblico.

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