Gentilezza e solidarietà in risposta al Covid-19

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Gentilezza e solidarietà in risposta al Covid-19

Mentre il Covid-19 continua a farci lottare per sconfiggerlo, dal Paese arrivano tante storie di solidarietà.

È anche e soprattutto nelle emergenze, si sa, che tornano a splendere valori dati per scontati o talvolta dimenticati. E così, mentre lo spettro del Covid19 ha iniziato nelle scorse settimane a trasformarsi in una spaventosa realtà, le reazioni degli italiani sono state tante e diverse. Accanto agli episodi di “caccia all’uomo” nei confronti di chi, indipendentemente dalle motivazioni reali, diventa il nemico da denunciare o il runner di turno contro cui scagliarsi, tanti sono stati in parallelo i casi di ritrovata solidarietà. Dalle raccolte fondi organizzate a favore degli ospedali, all’aiuto fornito dai ragazzi che si sono messi a disposizione degli anziani per far loro la spesa, fino alle raccolte alimentari per aiutare chi si trova in difficoltà.

Anche stavolta una tragedia ci ha fatto riscoprire più umani che mai.

Ecco perché, mentre continuiamo ad esser tormentati dai numeri che salgono, dalle perdite che continuano a devastarci e dalla paura dell’incertezza, oggi vogliamo dar voce ad alcune di quelle storie che ci aiutano a credere nel prossimo.

#Iltempodellagentilezza

Se il Covid-19 ci ha fin da subito regalato l’hashtag #iorestoacasa, sempre più usato per ricordare l’importanza di limitare il contagio, la Croce Rossa Italiana, impegnata in prima linea anche in questa emergenza nazionale, ha deciso di trasformare questo momento nel Tempo della Gentilezza” (#iltempodellagentilezza). Come? Intensificando i servizi per le persone più vulnerabili e con maggior fragilità sociali e sanitarie e chiedendo, a chi ne abbia la possibilità, di dare il proprio contributo economico o donare il proprio tempo come volontario.

Tante le realtà di Terzo Settore che stanno agendo inoltre a livello territoriale, così come le aziende e i professionisti che hanno aderito all’iniziativa di solidarietà digitale lanciata dal governo. Ma non sono solo queste le risposte date in questo periodo.

Covid-19: gli aiuti, dai social alle aziende

Se la raccolta fondi lanciata sui social da Chiara Ferragni e Fedez ha raggiunto in pochissime ore un altissimo livello di donazioni, tante sono state le iniziative che si sono susseguite.

Dall’idea di Giovanni Rana all’azienda Mutti, nel settore alimentare sono state importanti le azioni a sostegno di un paese sempre più in difficoltà dal punto di vista economico e sociale. Mentre la Mutti ha destinato un’ingente somma all’ospedale di Parma, il Pastificio Rana ha devoluto una cifra altrettanto proficua al “Sacro Cuore Don Calabria” di Negrar e “all’Ospedale Pederzoli” di Peschiera del Garda in provincia di Verona. Ma è stata anche l’attenzione verso i propri dipendenti, costretti a recarsi al lavoro per non fermare la filiera produttiva, a far parlare di grande generosità: +25% sulla retribuzione. Un’iniziativa che strizza l’occhio a quanti più imprenditori siano in grado di attuare misure simili per aiutare, seppur in piccola parte, l’economia italiana.

Anche il mondo della moda non si tira indietro. Armani, tra i primi ad aver donato più di un milione a strutture ospedaliere in crisi nella gestione del Covid-19, è stato presto seguito da altri stilisti e case di moda. “We Are All In This Together” è il nome della campagna di Gucci, ma le donazioni arrivano anche da Valentino, Dolce&Gabbana e altri grandi nomi. Tutti uniti in un sostegno che, arrivando da un mondo creativo come quello della moda, non poteva che trasformarsi in concreto. Ecco allora che in molti casi la produzione di giacche e vestiti è stata convertita in camici destinati per gli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il Coronavirus, in mascherine cucite dalle proprie sarte o gel disinfettante creato al posto dei profumi del marchio. Aiuti dunque ben concreti.

Le università

Il Covid-19 non ferma neanche il settore della formazione. Alle lezioni portate avanti sulle piattaforme tecnologiche – che permettono di ridar vita in qualche modo al rapporto studente-professore – si affiancano infatti tanti gesti di solidarietà. È il caso ad esempio della donazione di 30.000 euro all’ospedale Spallanzani effettuata dall’Università Niccolò Cusano per l’acquisto di sei respiratori utili ad aumentare il contrasto al Covid-19. Sempre l’Unicusano ha inoltre attivato, sulla piattaforma Sofia, uno sportello di sostegno psicologico coordinato dalla Preside Di Filippo e dalla Prof.ssa Nicoletta Vegni, entrambe psicoterapeute.

Tante altre le raccolte delle Fondazioni universitarie per gli ospedali delle città italiane (dalla raccolta fondi della Fondazione Roma Sapienza alla UNICT aiuta chi ti aiuta, lanciata dall’Università di Catania per supportare gli ospedali catanesi, alle altre diffuse al livello territoriale).

Gentilezza e solidarietà in risposta al Covid-19.

Elencarli tutti non ci è possibile. E, se consideriamo che la lista di donazioni e iniziative di solidarietà è ancora lunga, possiamo guardare a questi piccoli o grandi doni come un monito per un futuro nel quale rimanga centrale la cura di sé, del proprio tempo e dei bisogni degli altri. Valori semplici riscoperti oggi, che speriamo non volino via come le parole cantate in questi giorni da tanti balconi.

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