Magritte, un artista alla ricerca della verità

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Magritte, un artista alla ricerca della verità

In un momento storico in cui la verità è divenuta una variabile dipendente, l’arte può con la sua forza espressiva essere il “luogo” in cui rintracciarla. Andiamo oggi alla scoperta di Magritte e della sua costante ricerca di risposte.

Chi fa arte è in una continua ricerca della verità. Il Romanticismo insegna che superare il principio dell’imitazione è possibile grazie all’arte, la quale non è imitazione bensì creazione. Secondo quest’idea il progresso ha continuato negli anni la sua ricerca verso la verità, che nell’arte si traduce nella nascita di nuove correnti artistiche.

In questo modo la post-verità, termine coniato in epoche non vicinissime al mondo 3.0 che conosciamo, può esser considerata oggi cancro della nostra società tanto quanto allora.

Per questo fare un viaggio nell’arte può significare riscoprire l’essenza più intima della verità: materia che muta nel corso della storia. I fatti esistono ma sono sempre percepiti tramite filtri, interpretazioni inconsce create da noi stessi. Ognuno ha la sua verità. Secondo Magritte, uno dei padri del Surrealismo, conoscere la verità è stato provare a raffigurare una realtà più tangibile e concreta, in cui la pittura diviene il mezzo con cui conoscere il mondo. Questo modo di pensare ha portato Magritte a porsi una delle domande di cui molti vorrebbero conoscere la risposta: “cos’è la verità?”

Difficile definire la verità, ma provare a cercarla è un “dovere”

Il Surrealismo particolare di Magritte ha uno stile inconfondibile, caratterizzato da una tecnica curata nei dettagli e dall’accostamento di oggetti non familiari ad ambientazioni insolite. Queste opere sono diventate in tal modo parte a tutti gli effetti del movimento del Surrealismo, che ha aspirato ad essere un modo di vivere più che una corrente di pensiero. Il Surrealismo ha voluto ampliare la conoscenza sul mondo per fondere la logica della realtà con l’esperienza onirica subconscia. René Magritte è così arrivato a concepire uno stile pittorico in cui la realtà dipinta è mistero. Un’artista che, catturato e affascinato dall’arte poiché in essa vi era l’unica via per vedere il mondo in modo diverso, ha raccontato a modo suo la tanto ricercata verità.

Magritte infatti grazie alla conoscenza della realtà oggettiva del mondo è riuscito a rappresentare l’inconoscibile e l’incomprensibile. Tutta la ricerca pittorica di questo autore si riassume in tal modo nella voglia di sfidare continuamente i luoghi comuni, ponendovisi in contrasto. Le opere di Magritte per questo sono da intendere creazione di una nuova verità ma anche denuncia dell’osservazione passiva del mondo.

Questa concezione sull’arte e sulla vita è nata in Magritte anche per la forte influenza della produzione artistica di De Chirico e del pensiero di Andrè Breton. Il lavoro di Magritte, come quello di tanti altri artisti, è stato da questo punto di vista un continuo ascolto. Magritte è stato in grado di capire il mondo attorno a sé, scoprire da dove questo provenisse, e decidere poi quale fosse la sua di verità.

Adagiarsi nella consapevolezza di sapere e conoscere senza aver fatto un’adeguata ricerca effettiva della conoscenza è schierarsi con la post-verità. Forse quindi per capire il profondo significato del termine verità, bisognerebbe capire cosa il mondo ci sta raccontando, così come attraverso la sua arte Magritte ha tentato di spiegarci.

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