Turismo post Covid-19: alcune idee per rivoluzionarlo

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Turismo post Covid-19: alcune idee per rivoluzionarlo

Cosa ne sarà del turismo? Nell’attesa che prima o poi si riprenda a viaggiare, ecco alcuni suggerimenti su come farlo nel migliore dei modi e soprattutto dove farlo: in Italia.

Quanto ci ha reso tristi vedere le strade di Roma e Milano deserte? Quanto ci ha reso tristi poter vedere i musei e i nostri meravigliosi siti archeologici deserti, pur scoprendo attività artistiche digitali e “passeggiate virtuali”? Dobbiamo ammettere che, per un paese come l’Italia, patria di innumerevoli siti UNESCO e dove il turismo produce il 15% del PIL, è un colpo al cuore. Sotto tutti i punti di vista.

Sono già tante infatti le aziende del settore che, a malincuore, dovranno chiudere i battenti nonostante l’estate alle porte.  Ma chi resisterà, lo farà comunque con un grosso peso sul cuore, non potendo magari dare lavoro a tutte le persone a cui lo dava prima. Insomma, una reazione a catena davvero devastante, ma che si può bloccare.

Organizzare vacanze sostenibili

Sicuramente tutti noi stiamo pensando ad un prossimo viaggio, anche se non sappiamo quando sarà possibile realizzarlo. L’Italia ha sempre molto da offrire e molto spesso i primi ad ignorarlo siamo proprio noi italiani, che non pensiamo al fatto che nelle nostre immediate vicinanze potrebbero nascondersi inestimabili tesori.

Potremmo iniziare dai famosi “short-breaks” o per meglio dire “gite fuori porta”. Magari un borghetto medievale, dove apprezzare tutte le viuzze caratteristiche e le botteghe artigiane, un castello. O uno dei tantissimi parchi regionali italiani, che offrono bellezze di ogni tipo da nord a sud. Le gite fuori porta, possiamo farle anche in spiaggia. Magari la più bella “Bandiera Blu” della nostra regione, si trova proprio a qualche minuto da casa.

Ecco svelato un modo “responsabile” di fare turismo. Prendendo l’auto e raggiungendo la destinazione turistica più vicina. Una volta sul posto, che sia un borghetto, un parco o una città di mare, ci muoveremo solo a piedi. Solo così potremo immergerci pienamente nell’atmosfera del luogo prescelto, attraverso la sua cultura, la sua storia e anche il suo cibo. Per imparare di più sul turismo sostenibile, vi rimandiamo al webinar tenuto da AICEM qualche settimana fa.

Turismo post Covid-19: alcune idee per rivoluzionarlo

Ma oltre a queste gitarelle, possiamo anche pensare ad esempi di vacanza più lunghi, più immersivi. Quindi, anziché fare un po’ qui e un po’ lì, si sceglie un solo posto e si decide di viverlo, a 360 gradi. Se propendete sempre per una vacanza responsabile, a parte i consigli che vi abbiamo già dato, possiamo dirvi di far girare l’economia locale. Come? Alloggiando, per esempio, in una struttura a conduzione familiare e mangiando nei ristoranti tipici. Sull’enogastronomia italiana poi, potremmo aprire un discorso a parte, vista la varietà dei nostri piatti e dei nostri vini. Come in Toscana prendiamo Chianti e Fiorentina, in Calabria prenderemo un Cirò e un tagliere di salumi tipici, come nduja e soppressata.

Turismo responsabile “certificato”

Se poi siete delle persone precise, ci sono delle etichette che vi segnalano i locali vicini al turismo responsabile. Per esempio per gli hotel l’etichetta “Eco-World Hotel” o anche la “Bandiera Arancione”, riconoscimento dato dal Touring Club Italiano ai piccoli comuni che si distinguono per qualità e accoglienza verso le persone che giungono a visitarli. E prima avevamo citato anche la “Bandiera Blu”, riconoscimento dato per la qualità dell’acqua di balneazione e i servizi offerti, quali la pulizia delle spiagge.

In questo senso c’è ancora molto da fare in Italia, ma possiamo già segnalare le spiagge (se non interi comuni) plastic free, ad esempio. O luoghi in cui si viaggia principalmente con mezzi elettrici (vedi Isole Eolie). Ma lo sforzo delle istituzioni non basta! Perché il turismo sia veramente responsabile, ci deve essere sinergia con la parte attiva del turismo, ovvero il turista. Per esempio, un comportamento non responsabile, è quello del prendere la sabbia della spiaggia dove andiamo e portarla via come souvenir. È ciò che è accaduto in Sardegna l’anno scorso, dove alcune spiagge sono state letteralmente depredate. Come non è responsabile prendere i coralli, lì dove sono depositati, per non creare danno all’ambiente.

Sempre nella stessa ottica, è nato in questi giorni di lockdown il progetto “Quando sarà passato”, che cerca di promuovere proprio l’economia turistica del nostro paese. Connesso con diverse aziende del settore e tour operator, propone diverse soluzioni di viaggio proprio in Italia. Ci sono diverse categorie, proprio per i diversi tipi di turismo, fateci un salto, ne vale davvero la pena!

Turismo post Covid-19: alcune idee per rivoluzionarlo

In attesa del “dopo”…

Allora perché non pensare ad una sorta di formazione? In un periodo in cui siamo tutti forzatamente a casa e in cui la natura sembra riprendersi i suoi spazi, veniamo messi faccia a faccia con quanto importante sia prendersi cura del luogo in cui si vive, ma anche di quello in cui si soggiorna.

Nell’attesa che tutto passi, programmiamo i nostri viaggi, programmiamoli in modo sostenibile e soprattutto, programmiamoli in Italia, sarà un toccasana per tutti.

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