Iniciatives solidaries: l’importanza di non lasciare nessuno indietro

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Iniciatives Solidaries

Iniciatives Solidaries combatte l’esclusione sociale attraverso la formazione, l’educazione e l’informazione.

Il contesto sociale valenziano ha subito delle trasformazioni durante la pandemia di Covid-19. Persone che si trovavano in difficoltà prima del lockdown si ritrovano a vivere oggi situazioni di maggior disagio.

Quali ripercussioni sta avendo Covid-19 a livello sociale? Lo scopriamo con Óscar di Iniciatives Solidaries.

Iniciatives Solidaries

Nella nostra ricerca degli impatti del Covid-19 sugli enti di terzo settore di Valencia, abbiamo voluto coinvolgere un’associazione che si occupasse principalmente di giovani a rischio di esclusione sociale. In questo “incontro conoscitivo”, ci siamo interfacciati con Óscar, tecnico di Iniciatives Solidaries e membro della giunta direttiva di EAPN.

Iniciatives Solidaries è un’entità che si occupa di lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Fa parte di una rete di entità, EAPN-Rete Europea di Lotta contro la Povertà e l’Esclusione Sociale, che persegue gli stessi obiettivi.

L’ente è riconosciuto come scuola di seconda opportunità. I principali beneficiari delle attività sono i giovani, i minori, le persone recluse o che lo sono state.

Attività dell’ente

L’entità è presente sul territorio valenziano con tre differenti centri. Essi si rivolgono a tre fasce d’età (14-17, 18-25 e 25-30 anni) e hanno come finalità lo sviluppo di programmi di formazione (scolarizzazione), di orientamento lavorativo (tirocini e certificati di professionalità) e corsi di capacitazione (accompagnamento alla scuola guida).

Tra le mission dell’ente vi è anche il coinvolgimento di centri di detenzione presenti a Valencia. Sono stati creati infatti dei centri di informazione giovanile nel carcere in cui ragazzi e ragazzi sviluppano programmi di orientamento con detenuti e in tal modo, una volta scontata la propria pena, essi potranno ricorrere ai servizi di Iniciatives Solidaries.

Centri di formazione di Iniciatives Solidaries
Centri di formazione di Iniciatives Solidaries

Covid-19

Óscar ci dice che in media le persone che si rivolgono ai centri sono 600. Si tratta principalmente di persone che si mantengono negli anni: partecipano a un’attività e poi decidono di iscriversi ogni anno.

Iniciatives Solidaries lavora da sempre in forma presenziale. Abbiamo quindi chiesto a Óscar quali cambiamenti sono stati adottati con la pandemia.

Nei primi momenti di chiusura nazionale, quando i servizi amministrativi alla persona vennero sospesi, gli enti di terzo settore si incaricarono di rispondere alle necessità primarie. Iniciatives Solidaries non fu da meno. Cercò di comprendere quali fossero le necessità primare dei propri utenti, come avvenuto per altre realtà locali.

La maggior parte di essi, che già si trovava in situazioni di esclusione sociale e con pochi mezzi di sussistenza, ha visto peggiorare la propria situazione.

Dalla prima ondata il terzo settore è uscito sovraccaricato. Persone che prima riuscivano a cavarsela, adesso devono ricorrere ai servizi degli enti per poter vivere. Fortunatamente la comunità valenciana non ha bloccato le sovvenzioni, alleviando la prospettiva del terzo settore che comunque risulta insufficiente per attendere il doppio delle persone negli stessi spazi.

Come sono cambiate le attività con la pandemia?

Come abbiamo detto, appena iniziata l’emergenza Covid-19, Inciatives Solidaries ha richiesto dei fondi a Función Orange ed Educo  per sostenere l’acquisto di generi di prima necessità e pc per i propri studenti. Óscar ci dice quanto in quel momento fosse necessario non tanto avviare una didattica a distanza quanto piuttosto dimostrare ai ragazzi e alle ragazze che non erano soli e che avevano qualcuno su cui contare. Parliamo di giovani che vivono in situazioni difficili e mantenere un contatto con loro era fondamentale.

In seguito – continua Óscar – vi è stata una riformulazione dei programmi di formazione. Farla online non è lo stesso. La difficoltà non era solo la mancanza di strumenti da parte dei giovani ma anche un alto livello di analfabetismo digitale da parte del personale.

Stessa riformulazione avvenne per il carcere. Per quanto riguarda i centri informativi in prigione, venne sospeso il servizio. Si pensò così di mantenere il contatto con i detenuti via telefono e via lettere per far sapere che, anche se a distanza, avevano qualcuno lì per loro.

Digitalizzazione

Quali di questi cambiamenti Iniciatives Solidaries manterrà dopo la pandemia? Secondo Óscar il formato online e offline dovranno convivere. Sicuramente è necessario ritornare al contatto umano ma anche favorire l’accesso a contenuti online. Se già prima eravamo molto vicini al mondo digitalizzato, adesso il processo si è andato velocizzando. Diviene quindi fondamentale fornire strumenti adatti ma anche formare il personale all’utilizzo della tecnologia per essere più efficienti.

Il formato online non ha esteso il raggio di azione dell’associazione. Contrariamente a quanto avvenuto per altri enti, il livello di partecipazione ai corsi e alle attività non è andato crescendo. Questo perché il collettivo al quale si rivolge non ha strumenti per potersi connettere o non li sa utilizzare.

Futuro di Inciatives Solidaries

Abbiamo chiesto ad Óscar di dirci cosa pensa dell’evoluzione futura di questa situazione di esclusione sociale. Purtroppo non si sente positivo, anzi. La pandemia non aiuterà anzi complicherà la vita delle persone.

Secondo Óscar è questo il momento di cambiare le priorità politiche: dobbiamo investire nell’educazione, nella sanità, nelle persone. Se non adesso, quando? Ci sono altre priorità che si possono lasciare da un lato. La Spagna, a causa della precedente crisi economica, si trovava già un passo indietro in tema di educazione e di alfabetismo digitale e se non farà un salto in avanti adesso, secondo il tecnico, non andrà avanti. Bisogna moltiplicare gli sforzi, soprattutto da parte dell’amministrazione e degli enti.

Inoltre, in questo momento, la disuguaglianza sta crescendo. Óscar ci fa riflettere sul fatto che non a caso che con tutti le crisi, i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri sono diventati più poveri. Questi ultimi spesso mandano avanti il paese e se continuiamo privandoli di strumenti, sempre di più avremo persone a rischio esclusione sociale. Non stiamo migliorando a livello di società.

Intervista di Redazione Valencia a Óscar di Iniciatives Solidaries
Intervista di Redazione Valencia a Óscar di Iniciatives Solidaries

Molti giovani stanno investendo questo tempo per formarsi perché hanno voglia di fare ma spesso non trovano un mondo del lavoro in grado di accoglierli.

Diviene necessario quindi ridefinire le priorità e pensare alle persone piuttosto che a interessi economici. Soprattutto è importante dare visibilità al terzo settore e riconoscerne il ruolo fondamentale nella quotidianità ma anche durante la pandemia. Quando tutto era bloccato, quest’ultimo si è rimboccato le maniche ed ha riorganizzato le proprie attività per arrivare dove le amministrazioni non arrivavano.

Bisognerebbe, quindi, ripartire dando un ruolo più centrale al terzo settore, pensandolo in una maniera differente, più strutturata e prioritaria.

Essere presenti, in questo momento, è di fondamentale importanza.

di Federica Leo

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